Semiconvitto

Nel nostro Semiconvitto “La nave” è possibile individuare una serie di attività diversificate, tali da soddisfare i principali bisogni dei soggetti. Nell’ambito di aree che definiscono i principali temi educativi, possiamo individuare:

  • ATTIVITA’ PSICOMOTORIE
  • ATTIVITA’ LEGATE ALL’AUTONOMIA PERSONALE
  • ATTIVITA’ EDUCATIVE DI SOCIALIZZAZIONE
  • ATTIVITA’ DI DRAMMATIZZAZIONE
  • ATTIVITA’ DI LABORATORIO

 

ATTIVITA’ DI GIOCO “LA NAVE”

…alla domanda diretta ed immediata ” che nome diamo a questo posto?”…una voce altrettanto immediata e diretta ci ha suggerito “LA NAVE”. Si Manuela aveva trovato il nome giusto: LA NAVE Questo nome ci piace perchè siamo tutti un pò viaggiatori e la vista del mare non ci manca. Lo abbiamo sempre davanti…e poi la nave va dappertutto perchè nessun luogo è lontano. Il nostro viaggio è iniziato innanzitutto dentro il cuore di ciascuno di noi. Per un pezzo abbiamo fatto fatica a capire dove andare, forse non lo sappiamo ancora…ma di certo amiamo viaggiare e ci piace LA NAVE. Ci piace far festa, conoscere le tante cose di questo mondo, ci piace essere uniti, convinti che nessuna distanza materiale può separarci, ci piace la musica e le atmosfere fatte di silenzio tutt’altro che ostile, ci piacciono le parole dette e pronunciate al vento, ma anche quelle nascoste nell’anima di ciascuno di noi. Evviva LA NAVE allora, per andare alle ricerca di quel luogo, di quella cosa che non c’è in nessuna carta geografica: la libertà, la libertà dei nostri pensieri, dei nostri movimenti, delle nostre emozioni. Attenzione! La nostra nave non è una metafora geniale, un pò barocca, un pò felliniana e semmai distaccata dalla realtà. NO, la nostra nave siamo noi, noi tutti…immersi nell’immensa meraviglia del mondo.

 ATTIVITA’ PSICOMOTORIE

Un’attività di coinvolgimento e di partecipazione alle varie proposte motorie nel rispetto delle specifiche peculiarità individuali. Le finalità dettate sia dalla scarsa motricità volontaria di alcuni sia dall’iperattività di altri, sono principalmente quelle di migliorare il proprio vissuto corporeo in relazione a se stessi, all’ambiente, agli altri. Attività ludiche e psicomotorie consentono un’attivazione volontaria e spontanea dei partecipanti. Questo momento, inoltre, consente di promuovere di collaborazione ed interazione, il rispetto delle regole, la conoscenza di utilizzazione di concetti locativi e temporali (sopra e sotto; avanti ed indietro; prima e dopo). Per quanto riguarda la nostra esperienza, rispettando la suddivisione in gruppi, abbiamo incominciato a svolgere diverse attività ludiche-motorie (partite di pallone, di palla avvelenata, percorsi ginnici con elementi di mobilizzazione, lezioni di “aerobica”, fino ad arrivare alle attività estive in piscina), miranti a far raggiungere ai soggetti traguardi sempre più significativi rispetto alle loro capacità di prendere coscienza di sé e del mondo circostante, nonché alle loro capacità di controllare il proprio corpo e il proprio movimento utilizzandolo talvolta a scopo esplorativo-comunicativo-relazionale.

ATTIVITA’ LEGATE ALL’AUTONOMIA PERSONALE

Ci si riferisce a tutte le attività volte a facilitare il miglior adattamento possibile ai vari momenti funzionali della giornata, facendo particolare attenzione all’organizzazione temporale – sequenziale della giornata stessa e quindi ai ritmi giornalieri, all’autonomia o al sostegno ben studiato nell’alimentazione e nell’abbigliamento, all’igiene personale, all’orientamento nello spazio – ambiente e a tutte le sollecitazioni e le stimolazioni volte a favorire e a facilitare la comunicazione tra utente e ambiente, perlomeno relativamente ai bisogni primari.

ATTIVITA’ EDUCATIVE DI SOCIALIZZAZIONE

Sono quelle attività che permettono di far conoscere ai soggetti il contesto ambientale in cui vivono, dentro e fuori dal semiconvitto, promuovendo momenti di relazione che trovano realizzazione non solo all’interno, ma anche, e soprattutto all’esterno. Le passeggiate sull’arenile di Bagnoli e le periodiche gite (ricordiamo quella fatta all’oasi naturalistica degli Astroni del WWF, alla Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro, al Borgo Castellone presso Cassino, ecc.) sono state delle vere e proprie esplorazioni ambientali che ci hanno fatto sperimentare e conoscere alcuni canali specifici di comunicazione, di socializzazione, nonché di evasione. Altre attività di tipo espressivo, e nello stesso tempo educativo – occupazionale, come ad esempio il laboratorio di cucina o l’atelier di bellezza, possono aiutare a far meglio conoscere ai ragazzi alcune normali situazioni ambientali, con specifici canali di collaborazione.

ATTIVITA’ DI DRAMMATIZZAZIONE E DI TEATRO SPONTANEO

Questa attività di comunicazione, di spontaneità, di espressione umana è nata dall’esigenza di farci adattare (operatori ed utenti) meglio alla realtà restituendo alla nostra vita la sua dimensione avventurosa. Nelle nostre improvvisazioni teatrali c’è spazio per tutti. La nostra prima avventura, che ci ha visti protagonisti del lungo viaggio con la nave verso New York (che rappresenta l’altro mondo” e la libertà), siamo stati tutti coinvolti, e la voglia di arrivare a destinazione ha alimentato i nostri sogni e le nostre attese. Ognuno di noi ha un ruolo in queste drammatizzazioni. Ed è proprio questa la chiave della finzione drammatica: fare come se avessimo la scelta della nostra posizione nel mondo e in rapporto agli altri, cosa di cui sono privi, nella maggioranza, i nostri ragazzi. Quindi, perché la finzione sia produttiva, è necessario che questo calarsi nella situazione sia preso sul serio da ognuno, concretizzato nella scelta delle parti e nella messa in scena, al punto che nulla di verbale rimanga senza il sostegno della realtà. In questo la personalizzazione dei particolari, delle cose, degli esseri viventi, è di tanto in tanto d’aiuto nella tecnica adottata. Così convertendo le parole in realtà viva, e l’immaginazione in azione, si rende il soggetto capace di sperimentare nuovi legami con il mondo circostante, chiuso troppo spesso in sterili rituali. Ecco, allora, che la finzione si pone al servizio della realtà in materia di rapporti umani, di dinamiche affettive. Partendo da questo punto e grazie a questa chiave, diventa possibile spingere la porta della realtà che immette nel teatro quanto nella vita.

Nuovi orientamenti e prospettive future: il film fantastico
La creazione di un film richiede solitamente un coinvolgimento che va al di là delle proprie capacità e dei propri limiti. Il film fantastico (fantastico perché nasce dal tema di una favola), ha la pretesa pedagogica, di coinvolgere tutti (utenti e operatori) prima, durante e dopo le riprese, creando i presupposti educativi di una programmazione partecipata. L’incontro con il fantastico con la conseguente possibilità di rielaborare il tutto in chiave dialogica e di confronto con la realtà, crea, infine, quell’attesa, quella tensione, tipica degli attori davanti alla cinepresa, fatta di un “incantesimo” che si rompe con la fine del film stesso, ma nello stesso tempo, forse, ne produce degli altri. Il nostro film fantastico è stato un lavoro che ha visto la partecipazione di tutte le varie figure professionali del nostro Semiconvitto “La nave”: dal pedagogista al terapista occupazionale, dall’educatore alla psicomotricista. Anche le assistenti materiali e i tirocinanti sono stati chiamati a partecipare attivamente perché tutti parte di un unico cast.

ATTIVITA’ DI LABORATORIO

Si tratta di attività educative con significato prevalentemente occupazionale: con questo tipo di attività i ragazzi possono accrescere e migliorare le loro capacità percettive attraverso attività costruttive e manipolatorie. Ci cimentiamo così nell’uso della pittura come significato astratto delle forme e del colore: un’attività pittorica, la nostra, ispirata ai canoni dell’espressionismo, intesa come una produzione di colori, talvolta incisivi e accesi che portano i segni di una visione del reale legata alla soggettività. Frequenti sono le attività manuali quali la lavorazione della carta e del cartone, producendo di volta in volta tamburi, scatole, portacassette, portafoto, fino ad arrivare alla realizzazione di veri e propri scenari e costumi utili per la realizzazione dei nostri “film fantastici”.