Attività progettuali volte all’inclusione

Di seguito sono indicati alcuni dei progetti più significativi che hanno caratterizzato questa attività:

  • Progetto “Cena al buio”
  • Progetto “Spesa Sociale”
  • Progetto “We Special Guest”
  • Progetto “Tutta nata terra”
  • Progetto Radio

Il progetto “Cena al buio” è un’attività partita da un’esperienza diretta degli operatori e dei ragazzi e che pian piano si è definita con maggiore chiarezza nel corso del tempo.

Questo progetto è nato con molteplici finalità che potremmo riassumere in tre macro-obiettivi:

  1. Aprire le porte del centro di riabilitazione a persone comuni al fine di favorire la relazione tra i nostri ragazzi e persone appartenenti a contesti di vita diversi.
  2. Promuovere un’attività lavorativa retribuita per i nostri ragazzi.
  3. Promuovere uno scambio di esperienze favorendo la capacità di mettersi nei panni dell’altro attraverso il gioco.

Il progetto ha previsto che i nostri ragazzi fossero impegnati nel lavoro di organizzazione di una cena per 50 commensali che cenano bendati al fine di compiere un’esperienza in cui potessero vivere facendo a meno di una loro abilità. Nel corso delle molteplici esperienze progettuali, abbiamo sempre più sistematizzato la nostra progettualità, definendo la seguente struttura:

  • Incontri preliminari d’èquipe per definire quali ragazzi far prendere parte al progetto e divisione degli operatori per ciascun gruppo di attività;
  • Incontri preliminari con lo chef del Ristorante “Mimì alla ferrovia” per l’organizzazione della serata e la condivisione dell’obiettivo;
  • Incontri d’èquipe per definire compiti e obiettivi per ciascun ragazzo;
  • Individuazione di 3 aree di lavoro per la realizzazione della cena: gruppo cucina, gruppo sala, gruppo office.
  • Incontri preliminari con ciascun gruppo al fine di confrontarsi con i ragazzi sulle necessità emerse dall’esperienza precedentemente svolta, individuazione di compiti, divisione dei compiti secondo attitudini e preferenze dei ragazzi, programmazione dell’attività.
  • Incontri paralleli in cui ciascun gruppo ha lavorato per portare a compimento i propri compiti preliminari all’organizzazione della serata: preparazione della locandina, preparazione degli inviti, preparazione allestimento della sala, preparazione intrattenimento, preparazione servizio accoglienza e ritiro soprabiti, condivisione di una programmazione dei compiti per ciascun gruppo durante lo svolgimento della serata.
  • Incontro preliminare prima dell’inizio della serata con chef esterno ed assistenti al fine di condividere l’organizzazione della stessa e caricarsi positivamente.
  • Svolgimento della serata nel rispetto di ciascun gruppo.
  • Incontro post progetto per valutare l’andamento ed i punti di forza e di debolezza con i ragazzi.
  • Incontro per il pagamento dei partecipanti al progetto.

Ciascuno di questi momenti progettuali ha degli obiettivi specifici, sia propri della fase che specifici per ciascun ragazzo. Il primo degli obiettivi raggiunti è stato proprio quello dell’inclusione, ma non solo tra i nostri ragazzi e gli ospiti a cena, ma soprattutto tra i ragazzi speciali e gli operatori.

A largo spettro si è osservato nel corso delle diverse esperienze una crescita dei ragazzi:

  • È aumentata la consapevolezza al compito e al lavoro;
  • È aumentata la competenza pratica ed emotiva nell’ambito di una esperienza lavorativa;
  • Sono aumentati i livelli di attenzione e partecipazione dei ragazzi alle attività;
  • I ragazzi hanno mostrato una maggiore componente autocritica dell’esperienza;
  • Il gruppo dei ragazzi e degli operatori è diventato sempre più omogeneo, una differenza che man mano è andata appiattendosi.

Sul piano cognitivo dunque tale esperienza ha consentito ai ragazzi di lavorare ed accrescere:

  • i propri tempi attentivi;
  • di concentrazione;
  • prestazionali della motricità fine e più grossolana.

Sul piano relazionale questa esperienza ha permesso loro di:

  • confrontarsi con persone esterne per loro non familiari;
  • di vivere un momento inclusivo con gli operatori;
  • di condividere un momento cooperativo tra loro al di fuori della stanza di terapia.

Sul piano delle autonomie:

  • i ragazzi hanno fatto un’esperienza lavorativa che non fosse solo il “fare come se” e che nell’aspetto formale del pagamento trova una sua concretizzazione;
  • hanno fatto esperienza di nuove competenze che non pensavo di possedere e consolidato alcune di quelle precedenti;
  • hanno fatto i conti con la possibilità di scegliere autonomamente l’attività da svolgere mostrando di aver acquisito una maggiore consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti.

Questo progetto è stato ideato con l’obiettivo di dare supporto a una realtà sociale che è quella degli anziani che purtroppo vivono in condizioni di fragilità e solitudine e non sempre sono in grado di provvedere autonomamente a quelle che sono le proprie esigenze e bisogni. Persone per le quali, alcune volte, anche fare una semplice spesa può diventare difficile e risultare limitante, soprattutto quando si hanno problemi psico-motori o quando la rete parentale è carente.

“La spesa sociale” è un progetto che vede l’intervento operativo di un gruppo di ragazzi speciali del centro GIFFAS, con un buon livello di autonomia, in grado di gestire i soldi e di comprenderne il valore e soprattutto  di avere capacità di orientamento all’interno del territorio e un gruppo di alunni “normodotati” delle scuole superiori presenti sul territorio. L’obiettivo della presenza di questi ultimi è quella di fungere da tutor, aiutando i ragazzi speciali durante i vari interventi e di instaurare anche dei rapporti di tipo amicale. Significativa in questo progetto è proprio la collaborazione e l’integrazione tra due realtà sociali che spesso sono oggetto di esclusione.

Aiutare gli anziani, anche con piccoli gesti, significa migliorare la qualità della loro vita e donare un po’ di serenità, ma allo stesso tempo offre al gruppo di ragazzi che collaborano un piccolo obiettivo lavorativo e un grande potenziamento di quelle abilità e competenze che non sempre vengono valutate appieno.

Strutturazione del progetto: Ogni settimana i ragazzi avevano un appuntamento fisso stabilito dai servizi sociali del territorio, che indicavano l’anziano con necessita di supporto. Si recavano nelle varie abitazioni prescelte e prendendo nota dei vari generi alimentari che dovevano essere acquistati, raggiungavno i supermercati più vicini e poi consegnavano a domicilio, ai diretti interessati la spesa, aiutandoli anche a riporla.

Destinatari:

  • Ragazzi speciali del centro GIFFAS
  • Alunni delle scuole superiori del territorio
  • Anziani che vivono da soli o in coppia e privi di supporto familiare
  • Persone che vivono da sole, parzialmente o totalmente non autosufficienti, prive di supporto familiare
  • Persone disabili o invalide che vivono all’interno di nuclei familiari composti da persone ultrasessantenni.

Risorse impiegate:

  • Educatori
  • Psicologi
  • Assistenti sociali
  • Oss
  • Volontari

Obiettivi generali:

  • Favorire l’integrazione e l’inclusione sociale dei partecipanti nel quartiere di appartenenza
  • Creare un legame relazionale tra i destinatari del progetto
  • Valorizzare il territorio di appartenenza
  • Migliorare la qualità di vita attraverso il miglioramento delle autonomie personali, della percezione di sé , con positive ricadute sull’autostima.

Obiettivi specifici:

  • Implementare la capacità di lavorare in gruppo;
  • Imparare a chiedere informazioni interagendo con gli adulti, anche sconosciuti;
  • Sviluppare abilità verbali e il senso di responsabilità;
  • Migliorare la capacità di orientarsi sul territorio;
  • Aumentare la propria autostima e il senso di autoefficacia;
  • Imparare a fare una lista della spesa;
  • Conoscere e riconoscere i nomi e l’uso dei prodotti;
  • Imparare a confrontare i prezzi;
  • Imparare a leggere lo scontrino;
  • Migliorare l’utilizzo del denaro e la gestione dello stesso;
  • Sviluppare capacità decisionali.

Fasi del progetto:

  1. Sono stati individuati i ragazzi speciali con attitudini al progetto;
  2. Sono state attivate simulazioni con l’affiancamento di un educatore per aiutare il ragazzo a conoscere il territorio e acquistare familiarità con gli spazi in cui dovranno operare;
  3. Effettuare un sopralluogo nei supermercati per valutarne le dimensioni, sapersi orientare nei vari reparti, rispettare il proprio turno, imparare a leggere le etichette dei prodotti, a valutare le scadenze e a riconoscere i prodotti in offerta
  4. Conoscenza delle famiglie destinatarie del progetto
  5. Fase operativa con affiancamento e successiva supervisione/monitoraggio da parte dell’equipe

Questo percorso esperienziale e formativo ha condotto i ragazzi ad avere un buon employment  dove sono state impiegate tutte le risorse a disposizione.

Ognuno ha lavorato nel rispetto dei propri ruoli, collaborando ed interagendo con l’altro in modo funzionale con relativo miglioramento degli aspetti relazionali ed amicali.

Di conseguenza c’è stato un potenziamento dell’autostima in quanto i ragazzi hanno percepito la loro funzione come fondamentale sia a livello personale e sia a livello sociale: sentirsi utili per qualcosa e per qualcuno.

Questo progetto ha avuto come obiettivo principale quello di promuovere l’inclusione attraverso l’allestimento di un momento in cui i ragazzi speciali con i loro compagni potessero divertirsi. In questo caso il centro si è fatto promotore di tale obiettivo raggiungendo i contesti di vita scolastici di alcuni dei nostri ragazzi. Tale progetto ha previsto infatti la costruzione di una rete con alcune delle scuole secondarie del territorio: Viviani, Michelangelo e Giacinto Gigante.

Tale attività ha previsto l’organizzazione di una festa di fine ciclo scolastico per i ragazzi delle terze classi delle suddette scuole secondarie, classi in particolare nelle quali è presente un ragazzo speciale.

Questa progettualità ha previsto la seguente struttura:

  • incontri d’èquipe (educatore-psicologo) al fine di individuare i ragazzi e le rispettive classi a cui estendere l’invito;
  • tessitura della rete sul territorio;
  • programmazione della serata;
  • coinvolgimento del territorio attraverso anche Radio Rainbow;
  • partecipazione di volontari e operatori qualificati;
  • coinvolgimento delle scuole del territorio e non solo.

La serata danzante non ha previsto intenzionalmente alcuna prestazione da parte dei ragazzi, piuttosto ha avuto una connotazione propositiva lasciando loro la libertà di interagire come meglio credevano secondo i propri tempi e modi.

Durante la serata erano presenti dei “TUTORS” cioè dei giovani volontari preparati ad intervenire come facilitatori della relazione tra i ragazzi qualora si fosse presentata la necessità.

Il progetto “Tutta NATA terra” nasce dall’idea di poter cogliere un isomorfismo tra la complessità e l’articolazione di un giardino sinergico e un gruppo eterogeneo di ragazzi speciali con i loro amici. L’attività prevede uno sviluppo in aula di preparazione ed uno sviluppo all’aperto, in cui si considera l’elemento naturale, la terra, come strumento attraverso cui i nostri utenti possono attivare risorse personali, emotive e fisiche, che non sarebbero altrimenti sollecitate nel contesto scolastico o terapeutico classico.

Elemento innovativo di questo progetto è la rivisitazione del concetto di setting educativo e terapeutico che non è più l’aula ma un’area più aperta, meno strutturata, che ha in sé elementi nuovi capaci di sollecitare nuove risorse nei ragazzi posti di fronte a nuovi e diversi stimoli. In particolare, la relazione con la terra si configura come strumento di relazione e come “terzo operatore” che insegna l’attesa dei tempi maturi per la coltivazione, la crescita e la raccolta. Questi elementi sono isomorfici alla cura di sé. Si inaugura, in questo modo, un nuovo tempo, quello dello “scoprire insieme” in cui ragazzi e operatori di progetto, fuori dalle mura scolastiche e terapeutiche, fanno esperienza vicendevole di sé e del mondo.

Il progetto prevede una serie di attività secondo un approccio di tipo “amatoriale” in cui c’è una cura di sé e dell’altro che passa anche attraverso la cura della terra e della natura. Queste attività attraverso un contatto diretto con la “vita”, intendono promuovere e coltivare un “pensiero positivo” che nutre la resilienza presente in ogni ragazzo e in ogni operatore. Attraverso il contatto con la terra, organismo complesso, s’impara la complessità della società, il rispetto della diversità e la cooperazione per la risoluzione dei problemi stimolando la creatività. Si ipotizza che il ragazzo, a contatto con queste attività, faccia esperienza del rispetto dell’attesa e della pazienza, nonché di un ascolto di sé e dell’altro.  Il progetto prevede un terzo momento in cui poter lavorare sul processo trasformativo: dai prodotti della terra a quelli della tavola.

Pensiamo che queste attività possano articolarsi in una relazione circolare tra i due setting:

  • Presso l’Istituto Scolastico Viviani in aula e fuori dall’aula;
  • Presso gli ambienti del GIFFAS nella sede di Cavalleggeri D’Aosta e la collina di Sunlise.

Obiettivi Specifici

  • Favorire l’espressività emotiva;
  • Promuovere la tolleranza del tempo di attesa;
  • Migliorare le abilità motorie di manualità fine e grossolana;
  • Promuovere l’inclusione sociale;
  • Favorire la capacità di appartenere e stare in gruppo;
  • Stimolare la capacità di problem solving;
  • Promuovere il benessere psicofisico;
  • Promuovere il senso di responsabilità in un’azione di cura reciproca;
  • Sollecitare creatività e immaginazione;
  • Rafforzare autostima e soddisfazione personale.

DESTINATARI

I destinatari di progetto sono 40 bambini e ragazzi speciali con i loro amici alunni della scuola e utenti del GIFFAS nonché dei territori di appartenenza. I Destinatari sono divisi in 2 gruppi al fine di facilitare gli stessi a poter beneficiare dell’intervento. Di seguito si descrivono i due gruppi distinti per fasce d’età e caratteristiche specifiche:

  • I gruppo: 10 bambini della scuola primaria e dell’infanzia speciali e del Giffas e 10 amici speciali.
  • II gruppo: 10 ragazzi della Scuola secondaria e del Giffas e 10 amici speciali.

FASI PROGETTUALI

Il progetto si sviluppa dal mese di gennaio al mese di luglio per due gruppi di ragazzi ciascuno dei quali svolgerà 20 incontri della durata di un’ora e 30 minuti con una frequenza inizialmente settimanale e successivamente bi settimanale nel rispetto dei cicli vitali della terra.

Il progetto è articolate in 4 Fasi:

  1. Fase formativa: I ragazzi dei due gruppi lavorano in aula alla conoscenza di sé e dell’altro in rapporto con la terra. Tale fase si propone di facilitare i processi di conoscenza e la preparazione al lavoro all’aperto attraverso esperienze ludico-espressive, narrative e sensoriali. In questa fase si lavora sulla scelta delle piantine aromatiche e ornamentali da coltivare e sulle somiglianze e differenze nel gruppo dei ragazzi stessi. In questa fase ci si aspetta di:

– lavorare alla costruzione del gruppo;

– favorire il processo di conoscenza di sé e dell’altro;

– promuovere la relazione tra i partecipanti;

– raccogliere aspettative e proposte dei partecipanti;

– trasferire nuove conoscenze.

  1. Fase operativa: I ragazzi passano al lavoro nell’ambiente esterno in cui fanno esperienza diretta della relazione con la terra presso il giardino della Scuola. Questo è il momento in ci i ragazzi impiantano nella terra le piantine aromatiche e ornamentali, individuandone una ciascuna. Durante questa fase si lavora alla possibilità di fare esperienza diretta della cura della piantina, attraverso i processi di responsabilizzazione che prevede l’irrigazione, la potatura e la raccolta del prodotto. In questa fase ci si aspetta di:
  • Favorire l’esperienza percettivo-sensoriale;
  • Promuovere le competenze e capacità specifiche individuali;
  • Riconoscere i tempi di attesa e crescita;
  • Rispettare le fasi di lavorazione.
  1. Fase esplorativa: Al fine di far fare esperienza ai ragazzi di un raccolto più complesso si prevede una fase di conoscenza ed osservazione della coltivazione di una terra a terrazzamenti presso la collina di Sunlaise. In questa fase si prevede anche una fase di raccolta di eventuali prodotti maturi della terra stessa. In questa fase ci si aspetta di:
  • Fare esperienze diverse in contesti e ambienti aperti;
  • Esplorare il territorio e combinare le conoscenze acquisite con una realtà nuova;
  • Acquisire una conoscenza teorico pratica di prodotti presenti sul territorio.
  1. Fase trasformativa: in questa fase i prodotti passano dalla terra alla tavola. L’attività sarà svolta presso la cucina del Giffas di Cavalleggeri dove i ragazzi lavoreranno alla trasformazione del prodotto raccolto attraverso un laboratorio di cucina. In questa fase ci si aspetta di:
  • Lavorare in sinergia;
  • Rispettare i tempi di lavorazione ed elaborazione del prodotto;
  • Osservare la trasformazione attraverso una combinazione dei prodotti stessi;
  • Beneficiare di una nuova esperienza sensoriale;
  • Condivisione del lavoro in gruppo;
  • Favorire lo sviluppo del senso di autoefficacia e autostima.

Progetto pilota in fase di definizione/sperimentazione.

Attualmente a cadenza mensile/bimestrale i ragazzi “speciali” conducono, guidati da un terapista e da un esperto che offre la propria professionalità e uno spazio all’interno della programmazione di una Web-Radio, una trasmissione tematica, con ospiti e programmazione musicale.

Obiettivo del progetto è quello di creare un gruppo di lavoro che darà forma ad una vera e propria trasmissione radiofonica che possa rappresentare un appuntamento fisso per chi la realizza e chi la ascolta.

Strutturazione del progetto: nel periodo che precede la trasmissione si lavora al tema della puntata con relative ricerche accurate su internet, costituzione di domande attinenti all’argomento  che verranno poste ad eventuali ospiti.

Gli argomenti variano e puntano sempre al sociale.

Ognuno ha un compito ed un ruolo preciso: rispetto dei tempi e delle pause, tutti elementi fondamentali per la radio.

Il progetto deve puntare al miglioramento di abilità e competenze già in possesso ma che necessitano di essere potenziate:

– sintesi ed elaborazione delle informazioni

– capacità di elaborazione di un pensiero con senso compiuto

– miglioramento a livello espressivo con interventi chiari e precisi

– costruzione di un team di lavoro con miglioramento delle dinamiche relazionali e sempre maggiore condivisione tra i ragazzi di tempi, esperienze ed emozioni.

La struttura

Il Centro GIFFAS può contare su un organico composto da:

  • 34 dipendenti e circa 30 liberi professionisti consulenti che svolgono attività nelle diverse aree di specializzazione della riabilitazione (Fisioterapisti, Idroterapisti, Logopedisti, Psicologi- psicoterapeuti, Neuro psicomotricisti, Educatori professionali, Terapisti Occupazionali, Animatori sociali, Tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, operatori socio-assistenziali, ausiliari, assistente sociale, impiegati amministrativi, addetti al front office);
  • Medici Specialisti che svolgono attività di consulenza, programmazione e monitoraggio del progetto riabilitativo, secondo le necessità del caso  ( Neuropsichiatra Infantile, Fisiatra, Foniatra);
  • Circa 10 professionisti che svolgono attività di consulenza per attività varie ( consulenti iso, RSPP, RSL, laboratorio analisi);
  • svolge le sue attività su due sedi, site all’interno della Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta.

La sede principale, sita in Via Coroglio 10/B, è dotata di ambienti specificamente adibiti alle seguenti attività:

  • Uffici Amministrativi ed accettazione;
  • Sale d’attesa;
  • Piscina per Idrokinesiterapia;
  • Palestra e ambienti dedicati alla Medicina di Base, alla Ginnastica Posturale;
  • Ambienti adibiti allo svolgimento dei trattamenti riabilitativi Neuropsicomotori, Logopedici, Psicoterapici, Fisioterapici.

La sede sita a  Cavalleggeri in Via Amerigo Crispo 14,  è dotata di:

  • Palestra per attività di avvicinamento all’attività sportiva al ballo come attività creative ed espressive;
  • Cucina professionale attrezzata per attività laboratoriali di training all’avviamento di attività di ristorazione/catering
  • Cucina Standard per adempimento di attività laboratoriali legate alla cucina, alla pasticceria e all’acquisizione delle prime autonomie domestiche.
  • Laboratorio di Ceramica con Forno Professionale per la realizzazione di e la confezione di Bomboniere;
  • Laboratori creativo-espressivi (lavorazione carta pesta, creazione prodotti con materiali di riciclo, arti grafico-espressive) con la realizzazione di articoli di vario genere destinati alla vendita di beneficenza
  • Sala computer attrezzata per le attività di laboratorio informatico;
  • Sala Cineforum;
  • Ampio spazio all’aperto per le attività ludico-ricreative e di Ortoterapia.